PSA Legionella: novità e aggiornamenti normativi

A cura del Team Legionella24 | Esperti nella prevenzione e gestione del rischio Legionella

PSA Legionella

Il PSA Legionella, ovvero il Piano di Sicurezza dell’Acqua, riguarda in particolare ospedali, hotel e qualsiasi struttura con un impianto idrico complesso. È lo strumento con cui si valuta e gestisce il rischio di contaminazione lungo tutta la rete idrica.

Il Piano di Sicurezza dell’Acqua nasce da un modello dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Serve a garantire che l’acqua distribuita sia sicura per uso idropotabile, dalla captazione fino al rubinetto.

Il tema torna d’attualità alla luce del Rapporto Istisan 22/33, “Linee guida nazionali per l’implementazione dei Piani di Sicurezza sull’Acqua”, pubblicato dall’ISS. Il documento aggiorna in modo sostanziale l’edizione precedente del 2014.

Adottare misure preventive efficaci resta essenziale per contenere il rischio di contaminazione da Legionella. La Direttiva Europea 2020/2184 ha un ruolo centrale nel fissare questi standard, imponendo l’implementazione obbligatoria dei PSA.

Non si tratta di un adempimento isolato, ma di un cambio culturale nella gestione dell’acqua. Le strutture che intervenivano solo dopo un superamento dei limiti devono ora ragionare in ottica preventiva, mappando i rischi prima che si manifestino.

Dalla Direttiva UE 2020/2184 al D.Lgs. 18/2023: un approccio basato sul rischio

La Direttiva UE 2020/2184 ha introdotto un nuovo modello di controllo del rischio nell’approvvigionamento idrico. L’analisi si estende a tutta la filiera idropotabile.

La normativa europea si concentra su tre componenti della filiera:

  • i punti di prelievo;
  • il sistema di fornitura idropotabile;
  • i sistemi di distribuzione interna.

Questi principi sono stati recepiti in Italia dal Decreto Legislativo n. 18/2023. Il decreto punta a garantire qualità e salubrità dell’acqua, con un approccio basato sul rischio lungo l’intera catena, dal prelievo al consumo.

In questo schema, il Piano di Sicurezza dell’Acqua fornisce criteri e procedure per valutare i rischi in modo completo, Legionella inclusa.

Nello specifico, l’articolo 9 del D.Lgs. 18/2023 individua un approccio alla sicurezza dell’acqua basato sull’identificazione dei pericoli e sull’adozione di misure di controllo adeguate. I pericoli si dividono in:

  • biologici;
  • chimici;
  • fisici;
  • radiologici (esclusi dalla valutazione e approvazione del PSA).

La gestione del rischio legato alla Legionella ha un peso particolare in questo sistema. La Direttiva europea, e poi il decreto attuativo, l’hanno inclusa come parametro analitico anche per i sistemi di distribuzione domestici.

Tra i patogeni presenti nell’acqua, la Legionella resta tra i più insidiosi. È un batterio ubiquitario nelle acque dolci naturali. Il rischio infettivo nasce dall’inalazione di aerosol prodotti da docce, rubinetti e impianti di climatizzazione colonizzati.

Il decreto mantiene valide tutte le misure previste dalle Linee guida per la prevenzione della Legionellosi del 2015. Estende però la valutazione del rischio anche agli impianti interni, fissando un limite di 1.000 UFC/L.

È bene chiarire un punto spesso frainteso: anche gli obblighi legati al DVR Legionella restano validi. PSA e DVR coesistono, non si sostituiscono a vicenda.

Cos’è il Piano di Sicurezza dell’Acqua?

Il concetto di Water Safety Plan è stato introdotto dall’OMS nel 2004. Con il D.Lgs. 18/2023 è diventato definitivamente obbligatorio in Italia.

Questi piani rappresentano un sistema integrato di prevenzione, basato su un’analisi del rischio specifica per ogni sito. Coprono l’intera filiera idropotabile, dalla captazione fino al consumo.

In pratica, il PSA sposta l’attenzione dal monitoraggio retrospettivo alla prevenzione attiva lungo tutto il percorso dell’acqua. È lo strumento che garantisce che l’acqua ai nostri rubinetti sia sicura e di qualità.

Secondo le linee guida dell’ISS e del Ministero della Salute, i PSA perseguono alcuni obiettivi chiave:

  1. prevenire situazioni emergenziali causate da parametri normalmente non monitorati, considerando anche gli scenari climatici;
  2. ridefinire le zone di protezione delle aree di captazione;
  3. individuare in anticipo eventi di contaminazione tramite sistemi di allerta precoce (early-warning);
  4. migliorare la condivisione di dati tra tutte le parti coinvolte nel monitoraggio;
  5. favorire una partecipazione più consapevole da parte dei consumatori.

Cos’è esattamente un Piano di Sicurezza dell’Acqua?

È un modello di gestione preventiva del rischio idrico, introdotto dall’OMS. Copre l’intera filiera, dalla fonte al punto di utilizzo, e include la valutazione del rischio Legionella.

Entro quando va completato il PSA?

Il decreto attuativo fissa il termine ultimo per completare i Piani di Sicurezza dell’Acqua entro l’inizio del 2029, per ciascun gestore idropotabile.

La redazione può richiedere anche diversi anni. Coinvolge un pool di esperti multidisciplinari, comprese ASL e Agenzie regionali per l’ambiente.

Come si redige il Piano Sicurezza Acque: le fasi

La redazione di un PSA richiede un processo strutturato in più fasi. Ogni struttura idrica ha peculiarità proprie, in particolare per quanto riguarda il rischio Legionella.

PSA Legionella: la redazione del Piano di Sicurezza dell’Acqua segue un percorso in dieci fasi, definito dalle linee guida ISS in attuazione del D.Lgs. 18/2023.

Le 10 fasi di redazione del Piano di Sicurezza dell’Acqua (PSA) secondo le linee guida ISS
Fase Attività prevista
1. Formazione del team Costituire un gruppo multidisciplinare responsabile di sviluppo e attuazione del piano.
2. Descrizione della filiera Analizzare il sistema idrico dalla fonte alla distribuzione, individuando punti critici.
3. Identificazione dei pericoli Valutare rischi di contaminazione, inclusa la Legionella, e rischi strutturali o naturali.
4. Valutazione delle misure esistenti Verificare l’efficacia delle misure di controllo già in atto e il rischio residuo.
5. Priorità e piani di miglioramento Definire i criteri gestionali e i piani per ridurre i rischi residuali.
6. Monitoraggio operativo Implementare un sistema di monitoraggio e apportare correzioni tempestive.
7. Verifica del PSA Controllare completezza ed efficacia del piano e la qualità del servizio erogato.
8. Gestione e documentazione Definire procedure operative e responsabilità, anche in situazioni di emergenza.
9. Supporto e comunicazione Formare il team e comunicare in modo trasparente verso l’organizzazione e l’utenza.
10. Piani di emergenza e riesame Gestire scenari critici (sismi, contaminazioni) e riesaminare periodicamente il piano.
Fonte: elaborazione Team Legionella24 su Rapporto ISTISAN 22/33 (ISS) e D.Lgs. 18/2023.
Un passaggio strategico riguarda l’implementazione di una piattaforma condivisa (Cloud del PSA), utile per scambiare dati tra i membri del team. Lo strumento deve dialogare con AnTeA, l’Anagrafe Territoriale Dinamica delle Acque Potabili gestita dal Ministero della Salute. Garantisce così un flusso costante di informazioni verso le autorità sanitarie e ambientali. Per la fase di monitoraggio operativo, la frequenza dei controlli fa sempre riferimento a quanto previsto per le analisi Legionella e la loro cadenza periodica

Chi deve occuparsi della redazione del PSA?

Il gestore del sistema idropotabile è responsabile della redazione, affiancato da un team multidisciplinare. Il gruppo comprende tecnici, esperti di sanità pubblica ed enti come ASL e agenzie ambientali regionali.

Le criticità nella redazione del Piano Sicurezza Acque

Nonostante l’importanza del PSA nella prevenzione della Legionella, la sua redazione presenta alcune difficoltà ricorrenti.

  • Complessità normativa: il quadro relativo alla prevenzione Legionella è articolato e in continua evoluzione. Interpretare correttamente i requisiti non è semplice per chi gestisce gli impianti.
  • Risorse e competenze: redigere e implementare un PSA richiede risorse economiche e competenze specifiche. Non sempre sono disponibili, soprattutto nelle strutture più piccole.
  • Aggiornamenti continui: la gestione del rischio Legionella è un processo dinamico. Richiede revisioni frequenti in base a nuove scoperte scientifiche o modifiche impiantistiche.

A queste si aggiungono la complessità intrinseca dell’analisi di rischio e la necessità di mantenere il piano sempre aggiornato nel tempo.

Nella pratica, queste criticità si traducono spesso in un problema di tempo e di priorità interne. Chi gestisce una struttura sanitaria o ricettiva raramente ha personale dedicato a tempo pieno alla sicurezza idrica. Il rischio è di rimandare la redazione del PSA, accumulando un ritardo difficile da recuperare quando la scadenza del 2029 si avvicina.

Anche il biofilm rappresenta una delle variabili più difficili da gestire nella valutazione dei pericoli, poiché riduce l’efficacia dei trattamenti standard: ne parliamo nel dettaglio in questo approfondimento sul biofilm negli impianti idrici.

Il PSA sostituisce il DVR Legionella?

No. Gli obblighi legati al DVR Legionella restano validi e coesistono con il PSA previsto dal D.Lgs. 18/2023. Sono due strumenti complementari, non alternativi.

Chi non si adegua a questi obblighi si espone a conseguenze concrete: scopri cosa rischia chi non è a norma con la sicurezza idrica.

Perché affidarsi a un partner tecnico qualificato

Nonostante le criticità, l’adozione dei PSA resta un passo decisivo per tutelare la salute pubblica e prevenire la contaminazione da Legionella.

Le strutture pubbliche, in particolare, hanno responsabilità specifiche in materia: lo abbiamo approfondito parlando degli obblighi delle strutture pubbliche sulla Legionella.

Considerata la complessità tecnica e normativa, farsi affiancare da esperti riduce i rischi di errore. Permette anche di rispettare le scadenze previste dal decreto senza improvvisare.

Un partner tecnico qualificato accompagna la struttura in ogni fase: dalla mappatura iniziale della filiera idrica alla stesura della documentazione, fino al monitoraggio operativo nel tempo. Questo approccio evita interventi frammentati e mantiene coerenza tra le diverse scadenze previste dal decreto.

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