La Legionella pneumophila può proliferare in silenzio negli impianti idrici. Spesso nessuno se ne accorge finché non è tardi. Sapere ogni quanto eseguire le analisi Legionella non è solo una questione normativa: è il primo atto concreto di prevenzione.
Le analisi vanno fatte con regolarità. La frequenza dipende dalla tipologia di struttura, dallo stato degli impianti e da eventuali eventi straordinari. Qui trovi tutto quello che devi sapere per essere in regola.
Cos'è la Legionella e perché va monitorata
La Legionella è un batterio ubiquitario. Vive negli ambienti acquatici naturali, poi si sposta negli impianti idrici e aeraulici degli edifici. Qui trova le condizioni ideali: temperature tra 20°C e 50°C, ristagni d’acqua, biofilm, incrostazioni calcaree.
Una volta inalata sotto forma di aerosol, può causare la Legionellosi, una polmonite batterica con un tasso di mortalità fino al 10%. I soggetti più a rischio sono anziani, immunodepressi e persone con patologie respiratorie pregresse.
Monitorare regolarmente significa tre cose concrete:
- individuare i punti critici prima che diventino focolai
- rispettare gli obblighi previsti dalle Linee Guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi (Conferenza Stato-Regioni, 2015)
- proteggere la struttura da responsabilità legali in caso di contagio
Curiosita'! La Legionella è presente solo negli ospedali?
Purtroppo No! Alberghi, palestre, condomini, uffici, stabilimenti termali e impianti industriali sono tutti ambienti a rischio. La presenza del batterio dipende da diversi motivi tra cui lo stato degli impianti ma non dalla destinazione d’uso
Chi è obbligato a fare le analisi Legionella?
Le Linee Guida approvate dalla Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 7 maggio 2015 indicano le categorie con obbligo diretto di monitoraggio:
- Strutture sanitarie: ospedali, cliniche, ambulatori medici e odontoiatrici
- Strutture ricettive: hotel, B&B, campeggi, villaggi turistici
- Centri benessere e piscine: terme, SPA, impianti natatori pubblici
- Strutture sociosanitarie: RSA, case di riposo, case famiglia
Anche le aziende private non rientrano esplicitamente in questo elenco, ma rimangono soggette al D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza sul Lavoro), che obbliga ogni datore di lavoro a garantire la salubrità degli ambienti. Il rischio biologico da Legionella rientra a pieno titolo in questo perimetro.
Un'azienda privata con uffici deve fare le analisi Legionella?
Sì. Se la struttura dispone di impianti idrici centralizzati, e quasi tutti ce l’hanno, il D.Lgs. 81/2008 impone la Valutazione del Rischio Biologico. Le analisi Legionella sono parte integrante di questa valutazione del rischio.
Analisi Legionella: ogni quanto farle?
Non esiste una risposta unica. La frequenza dei campionamenti varia in base alla categoria della struttura e alla situazione degli impianti. Ad ogni modo possiamo fare una prima suddivisione in Analisi Ordinarie e Analisi Strordinarie.
Analisi Ordinarie
Per le Analisi Ordinarie avremo una Frequenza Minima:
- Trimestrale o semestrale per Strutture come – Ospedali, RSA, Reparti Critici e SPA
- Semestrale per Strutture come – Hotel e Strutture Ricettive in generale
- Annuale per Strutture come – Aziende private, Uffici, Università e strutture a Rischio Medio
Analisi straOrdinarie
Indipendentemente dalla cadenza ordinaria, le analisi vanno eseguite in questi casi:
- dopo interventi di manutenzione o modifica degli impianti idrici
- dopo una bonifica Legionella o in presenza di campioni positivi
- prima della riapertura stagionale di strutture chiuse (hotel, campeggi, piscine)
- in caso di segnalazione di casi di Legionellosi tra gli occupanti
Cosa succede se si salta un'analisi ordinaria?
Il mancato rispetto delle frequenze previste espone il responsabile a sanzioni amministrative e penali. In caso di contagio accertato, la responsabilità civile può essere molto pesante. Il D.Lgs. 81/2008 non lascia margini interpretativi su questo punto.
Il DVR Legionella: obbligatorio e fondamentale
Le analisi Legionella non esistono da sole. Fanno parte di un processo più ampio che parte dalla Valutazione del Rischio e si formalizza nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
Il DVR Legionella deve essere redatto da un tecnico qualificato e aggiornato secondo questa periodicità:
- Ogni due anni per strutture ricettive e alberghiere
- Ogni anno per ospedali, centri termali e strutture sanitarie
- In via straordinaria dopo modifiche agli impianti o positività ai campionamenti
Il DVR non è solo un documento di compliance. Serve a mappare i punti critici, stabilire le azioni preventive e documentare ogni intervento. In caso di ispezione o contenzioso, è la prima cosa che viene richiesta.
Chi può redigere il DVR Legionella?
Deve essere redatto da un tecnico con formazione specifica nel rischio biologico e nella gestione degli impianti idrici. Non basta un documento generico: il DVR Legionella deve essere personalizzato sulla struttura e sugli impianti specifici.
Dove si annida la Legionella: i punti critici da monitorare
Conoscere i punti sensibili degli impianti è essenziale per pianificare campionamenti efficaci.
Punti di campionamento su circuiti idrici di acqua calda e acqua fredda sanitaria
Per ogni impianto di acqua calda sanitaria le Linee Guida prevedono almeno 6 campionamenti:
- Mandata: uscita più vicina al serbatoio
- Ricircolo: punto di ritorno del circuito ACS
- Fondo del serbatoio: dove si accumulano sedimenti
- 3 punti periferici: i più lontani dalla centrale, dove la temperatura scende
Minimo 3 campionamenti:
- Fondo del serbatoio
- 2 punti rappresentativi: incluso il più distante e quello con temperatura più alta
Con quale frequenza si campiona l'acqua fredda?
L’acqua fredda va monitorata con la stessa attenzione di quella calda. Sotto i 20°C il batterio non si replica, ma può sopravvivere a lungo. Fluttuazioni stagionali o problemi di isolamento possono portare le temperature in zona critica senza che nessuno se ne accorga.
Come si esegue un campionamento corretto
Il metodo di prelievo è determinante per l’affidabilità del risultato. Due le tecniche principali:
Pre-flushing — il campione viene prelevato senza far scorrere prima l’acqua. Serve a valutare la contaminazione nel punto terminale dell’impianto.
Post-flushing — il prelievo avviene dopo aver lasciato scorrere l’acqua per un tempo definito. Serve a valutare la contaminazione nella rete di distribuzione.
Ogni campione deve essere raccolto in contenitori sterili, conservato e trasportato secondo protocollo, analizzato da laboratorio accreditato con emissione di rapporto di prova ufficiale.
La scelta dei punti di prelievo richiede competenza: un tecnico esperto sa leggere la planimetria dell’impianto, individuare i tratti a rischio stagnazione e tarare il numero di campioni sulla reale complessità della rete.
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